Una donna sta mungendo

I pastori nomadi proteggono il clima

Informazioni sul progetto

Tipo di progetto: Agricoltura e silvicoltura

Posizione del progetto: Arkhangai Aimag, Mongolia

Standard del progetto: Plan Vivo

Riduzione annuale delle emissioni: 20.000 t

Inizio del progetto: Aprile 2015

Questo progetto pionieristico collabora con i nomadi della Mongolia che vivono nei monti e nella steppa di un hotspot di biodiversità di importanza mondiale. Gli obiettivi sono il ripristino dell’ecosistema e la cattura di CO₂ in pascoli prevalentemente degradati. Il pascolo intensivo come causa principale della degradazione viene contrastato mediante il miglioramento della gestione del terreno e delle mandrie, la tutela di importanti specie e habitat di animali e la creazione di fonti di reddito alternative.

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Il progetto

Il progetto interessa oltre 100 famiglie di pastori appartenenti a quattro gruppi (Hongor Ovoo heseg, Ikh Am heseg, Dert heseg, Dulaan Khairkhan) nelle montagne, nelle steppe e nei deserti della Mongolia. I pastori possiedono bassi redditi e dipendono dal loro bestiame e dalle risorse naturali. I gruppi gestiscono circa 70 000 ettari di pascoli, gran parte dei quali è degradata. Le cause sono quatto fattori principali: innanzitutto, i gruppi hanno uno stile di vita più sedentario rispetto ai loro antenati; secondariamente, le famiglie possiedono mandrie più grandi, che quindi consumano i pascoli in modo eccessivo; in terzo luogo, le aree di pascolo nelle vicinanze di strutture e mercati cittadini sono fortemente sotto pressione, perché vi si radunano nomadi migranti provenienti da tutto il Paese. Infine, nell’utilizzo delle risorse naturali i pastori sono in concorrenza con un crescente numero di miniere della regione.

Per contrastare questo andamento il progetto attua numerose misure: i pastori ricevono pagamenti diretti per i servizi ecosistemici (PES) come contropartita per il loro contributo al sequestro di CO₂ e al mantenimento della biodiversità. In tal modo si incentivano i pastori a migliorare la gestione del territorio e ad allentare il pascolo intensivo, detenendo meno animali e spostandosi con maggiore frequenza. Oltre a ciò, il progetto supporta i pastori a rafforzare i loro gruppi tradizionali denominati «Hesegs». Ciò consente di unire risorse e competenze e di vendere prodotti finiti anziché grezzi. In tal modo i pastori ottengono prezzi più elevati e redditi migliori. La maggiore diversificazione delle fonti di reddito contribuisce a migliorare la qualità della vita dei pastori. Inoltre, i pastori vengono coinvolti nella tutela comune di habitat di importanti specie di animali selvatici come la gazzella mongola, lo stambecco, il cervo nobile e la marmotta, oltre che nella preservazione della foresta di Saxaul. Altre misure a supporto di questo progetto sono l’acquisizione del legname su licenza, la piantagione di piccoli alberi e gli studi sulla biodiversità.

Il progetto è stato avviato a seguito di un progetto di ricerca dell’Università di Leicester (UK) e viene condotto in collaborazione con la Mongolian Society for Range Management (MSRM). La MSRM è una ONG riconosciuta a livello internazionale, che dal 2007 ha svolto con successo numerosi progetti e programmi con comunità e gruppi di pastori. Con i fondi del CO₂ i gruppi di pastori vengono ripagati per le loro prestazioni a tutela delle aree di pascolo, per la piantagione di alberi e per la produzione comunitaria e il marketing di prodotti finali.

Questo progetto contribuisce a tre OSS:
SDG1
SCONFIGGERE LA POVERTÀ
Migliori redditi delle famiglie grazie alla vendita di frutta selvatica e noci e grazie a prodotti caseari e in feltro realizzati in forma comunitaria.
SDG4
ISTRUZIONE DI QUALITÀ
Training dei nomadi per gestione sostenibile dei pascoli, piantagione di alberi, produzione e marketing comunitari
SDG6
ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI
3 pozzi scavati per migliorare l’approvvigionamento di acqua in regioni con pascoli inutilizzati
SDG13
LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Sequestro di oltre 20 000 tonnellate CO₂/anno
SDG15
VITA SULLA TERRA
200 piccoli alberi piantati nell’area forestale e realizzazione di un vivaio